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Presentazione del progetto Mamme libere dal fumo

Il programma "Mamme libere dal fumo" è stato avviato ormai 15 anni fa sulla base delle evidenze scientifiche raccolte nell’ambito del progetto “6+1. Sviluppo e valutazione di interventi di prevenzione primaria nel campo della salute infantile”, progetto di ricerca finalizzato finanziato dal Ministero della Salute e coordinato dalla Regione Basilicata (capofila), che ha coinvolto la Regione Friuli Venezia Giulia, la Regione Piemonte, l’ASL n.4 Alto Vicentino, l’Istituto di Pediatria dell’Università Cattolica S. Cuore di Roma e il Centro per la Salute del Bambino - ONLUS di Trieste. La metodologia operativa era ispirata ai modelli di counseling breve sostenuti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità con particolare riferimento alla guida “Nurses: Help your patients stop smoking” elaborata dal Department of Health and Human Services, Public Health Service e National Institutes of Health degli Stati Uniti d’America (ed. italiana – 29).
Su queste basi, vi è poi stata la diffusione nazionale che, a seguito dell’accordo operativo della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori e la Federazione Nazionale dei Collegi delle Ostetriche nell’ambito delle attività promosse dal CCM del Ministero della Salute, ha raggiunto a fine 2008 ventuno ASL in dodici Regioni, oltre alla Regione del Veneto che ha coperto l’intera rete ASL e le Aziende Ospedaliere (21 ASL e 2 Aziende Ospedaliere).
Con lo sviluppo, negli anni 2007-2008, del programma nazionale “GenitoriPiù”, che ha ripreso e approfondito i temi del progetto “6+1”, “Mamme libere dal fumo” si è inserito in un contesto più ampio riguardante le sette azioni prioritarie per promuovere la salute dei bambini (assunzione di acido folico, fumo in gravidanza, allattamento al seno, posizione nel sonno, protezione del bambino durante il trasporto in automobile, vaccinazioni, lettura ad alta voce), ottimizzando la sinergia sviluppata tra temi correlati alla salute del bambino e della famiglia.
Infine, dall’ottobre 2008, il progetto ha condiviso la progettualità della rete italiana HPH (Health Promoting Hospital and Health Services) che intende sviluppare l’orientamento ai principi e metodi della promozione della salute del personale degli ospedali e servizi sanitari aderenti. Tra i partner, infine, si segnala l’organizzazione INWAT Europe (International Women Against Tobacco) che riunisce Enti ed Associazioni e promuove attività che hanno come elemento comune la difesa della donna dal fumo di tabacco.
 
Oggi il progetto “Mamme Libere dal Fumo” rientra nel programma “MammePiù. Guadagnare Salute in gravidanza” del Piano Regionale per la Prevenzione della Regione del Veneto 2014-2018 (di cui alla DGR N°749 del 14.05.2015) - Piano Regionale per la promozione della salute materno infantile. All’interno di tale cornice, a partire dall’anno 2014, il programma apre quindi alla formazione e al coinvolgimento non solo del personale ostetrico, ma anche di altro personale del percorso nascita (es: assistenti sanitari, infermieri ecc..) con l’obiettivo di formare al counseling i vari operatori che le donne e le puerpere incontrano durante la gravidanza e subito dopo la nascita del bambino, allargando così la rete di sostegno all’astensione dal fumo e la rete più ampia della promozione di stili di vita sani quali l’attività motoria, l’astensione dal consumo di alcol e la corretta alimentazione garantendo in questo modo alla donna una continuità assistenziale completa. Il programma si inserisce quindi in una logica di intervento intersettoriale e trasversale ai 4 fattori di rischio per la salute in sintonia con i principi e gli obiettivi del programma “Guadagnare Salute” e sfruttando appieno la “finestra di opportunità” costituita dalla gravidanza.
 
Precedentemente l’attività era riassunta negli slogan del programma, con i quali tuttora si invitano le mamme (ed i papà!) a ripensare criticamente le proprie abitudini considerando che “il futuro è nel tuo respiro…” , e con un secondo motto per tutti gli operatori sanitari e, più in generale, per l’intera società nella quale i bambini sono chiamati a crescere: “E’ arrivata una nuova vita: c’è più vita senza fumo!”.
Ora l’invito è ad allargare l’attenzione anche agli altri fattori di rischio e, coinvolgendo tutti gli operatori del materno infantile, intraprendere insieme questo importante percorso umano e professionale.

Dr. Luca Sbrogiò Direttore Scientifico del programma "Mamme libere dal fumo"
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INSIEME PER MAMME LIBERE DAL FUMO